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Sale marino e salgemma, tutte le differenze e le affinità

Sale marino e salgemma, come riconoscerli e distinguerli in base alle loro caratteristiche

Non tutti i tipi di sale sono uguali e non tutti hanno le stesse caratteristiche: scopri la differenza tra sale marino e salgemma e come usarli nel modo più giusto in cucina

Sale marino e salgemma, ecco tutte le differenze

A livello culinario non ci sono grandi differenze di sapore tra il marinosalgemma, dipende dai gusti personali. La differenza sostanziale tra questi due tipi di sale sta nella quantità di iodio presente all’interno.

Il salgemma è ottenuto per estrazione nei giacimenti di cloruro di sodio allo stato solido, all’interno di grotte che nell’antichità contenevano acqua salata. Spesso per accelerare il processo di estrazione in grotte molto profonde si utilizza una tecnica che consiste nell‘iniettare acqua in profondità così da farla risalire come salamoia, per poi procedere con l’evaporazione indotta e l’estrazione dei cristalli  di cloruro di sodio puro.

Il sale marino, invece, è quello che viene ottenuto per evaporazione dall’acqua del mare all’interno delle saline (Famosissimo il Sale dolce di Cervia). Il processo è sicuramente il più antico e tradizionale del mondo. Per estrarre il cloruro di sodio l’acqua del mare è convogliata in vasche evaporanti e successivamente in altre decalcificanti per eliminare i sali minerali in eccesso. Il cloruro di sodio, infine, è raffinato prima di essere commercializzato.

Il salgemma è cloruro di sodio allo stato puro, e solitamente non ha neanche bisogno di essere raffinato. Quello marino, invece, durante il processo di raffinatura perde iodio oltre che impurità, e quindi è arricchito nuovamente con iodio dopo la lavorazione. Questo origina il cosiddetto sale iodato.

Ciò che accomuna entrambi i tipi di sale, tuttavia, è la moderazione, infatti, sia che si tratti di salgemma che di sale marino non bisogna eccedere nell’uso per evitare di creare danni ai reni e all’apparato intestinale.

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