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Guaranà, la bevanda energizzante che arriva dal Brasile

Guaranà, tonifica e stimola l’organismo in modo naturale

Scegli un rimedio naturale per stanchezza e spossatezza, prova il guaranà, una pianta brasiliana che rivitalizza l’organismo

Più efficace del caffè, ecco la pianta da usare

Il guaranà è una spezia ricavata dai semi di un arbusto rampicante diffuso nel bacino settentrionale del Rio delle Amazzoni. Ogni frutto contiene un massimo di tre semi che essiccati, macinati, impastati e mescolati con farina di cassava, danno origine a una pasta scura dal sapore amaro, astringente e particolarmente ricca di caffeina (dal 2,5 fino all’8%). La pasta di guaranà può essere commercializzata così com’è oppure impiegata per la produzione di bevande toniche e rinfrescanti.

La presenza di caffeina dona al guaranà proprietà stimolanti e tonificanti. Proprio per questo è conosciuta come rimedio naturale nella medicina popolare delle popolazioni indigene.

Gli effetti più comuni dovuti all’uso di questo stimolante naturale sono riguardano diversi aspetti:

  •  il sistema nervoso (leggera eccitazione, maggiore capacità di attenzione e concentrazione mentale, ridotta percezione della fatica)
  • il sistema cardiovascolare (aumento della frequenza cardiaca)
  • l’apparato digestivo (aumenta la secrezione gastrica, è un antidiarroico ed esercita un leggero effetto diuretico)
  • il metabolismo corporeo (facilità l’ossidazione dei substrati energetici ed il suo effetto è molto prezioso nelle cure dimagranti)

Come tutte le piante, però, anche il guaranà presenta delle controindicazioni da conoscere prima di sceglierlo come integratore e stimolante seppur naturale. E’ controindicato nei bambini, in gravidanza, allattamento e per chi soffre di patologie della tiroide e distonia. In questi casi, infatti, si corre il rischio di amplificare gli effetti legati al suo utilizzo: tachicardia, palpitazioni, ipereccitazione, insonnia, ansia.

I preparati a base di guaranà, inoltre, vanno sempre assunti a stomaco pieno, a causa della loro azione irritante sulle mucose gastrointestinali. Per questo motivo è meglio evitarne l’uso in caso di coliti o gastriti croniche.

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