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Carragenine, l’ingrediente cosmetico che arriva dal fondo del mare

Cosmesi naturale, scopri come usare le carragenine

Ingredienti naturali come le carragenine, a cosa servono e come riconoscerli all’interno dei prodotti cosmetici

Bellezza naturale, scegli con consapevolezza

La natura fornisce tantissimi ingredienti naturali utili per la formulazione di prodotti di bellezza nel rispetto dell’ambiente e degli animali. Tra i più utilizzati ci sono le carragenine, una varietà di materie prime che arrivano dal mare utili ideali per la cosmesi ecobio.

Ma che cosa sono esattamente le carragenine? Si tratta di un tipo di alghe rosse usate sia nell’industria alimentare che in quella cosmetica come gelificanti naturali. Al giorno d’oggi sono coltivate per lo più nella zona delle Filippine.

Nei prodotti commerciali sono indicate con diversi nomi inci: Chondrus Crispus Extract, Chondrus Crispus Powder, ma anche semplicemente Carrageenan.

Le tre tipologie più utilizzate per la formulazione cosmetica sono:

  • Kappa
  • Lambda
  • Iota

Queste tre varietà hanno diverse funzionalità cosmetiche, e ciascuna permette di ottenere un diverso tipo di effetto nel prodotto finito.

L’alga da cui vengono estratte contiene una miscela di tutti e tre i tipi, ma per gli usi cosmetici e alimentari vengono estratte separatamente così da realizzare una materia prima specifica. Solitamente si presentano sotto forma di polverina, più o meno fine, di un colore che varia dal giallastro all’incolore.

La carragenina Kappa forma un gel piuttosto rigido e compatto, ma anche fragile, si tratta di un gel molto simile a quello di Agar Agar. La varietà Lambda, invece, ha solamente un effetto viscosizzante, mentre quella Iota forma un gel morbido ed elastico.

A differenza degli addensanti e gelificanti sintetici, come ad esempio la gomma xanthana, le carragenine si usano in percentuale molto più bassa sul totale delle materie prime della formulazione. La percentuale di utilizzo all’interno dei prodotti cosmetici, infatti, va da 0.5% ad un massimo dell’1%, e non è consigliabile superarla per non ottenere un prodotto finito troppo compatto e flaccido.

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