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Aspartame: fa davvero male alla salute? Scopri cosa è meglio per te

Edulcoranti: scopri l’aspartame

Aspartame sì o no? Scopri tutto ciò che c’è da sapere sull’utilizzo del più famoso dolcificante artificiale del mondo alimentare, tanto amato quanto criticato per i suoi potenziali effetti dannosi

Consapevolezza alimentare, cosa devi sapere

L’aspartame è un dolcificante artificiale, composto da due amminoacidi: acido aspartico e fenilanina. Fu scoperto da un chimico americano nel 1965, ma divenne celebre soprattutto negli anni ’80 per il suo basso apporto calorico e per l’elevato potere dolcificante, pari a oltre 200 volte quello del comune zucchero bianco.

L’aspartame, tuttavia, ha sollevato discussioni riguardo i potenziali pericoli per la salute. Alcune parti, infatti, segnalavano questo tipo di edulcorante come cancerogeno e quindi pericolosissimo per l’uomo. Proprio a causa di questi dubbi, quindi, è intervenuta l’Efsa, l’Autorità europea per il controllo alimentare, con uno studio che ne ha fissato una porzione giornaliera consigliata sicura per l’uomo. Questa dose è pari a circa 40 milligrammi per ogni chilo di peso (circa 2 grammi ogni 50 kg di peso). Tutte le implicazioni sulla presunta cancerogenicità sono state ampiamente smentite da studi scientifici provati.

L’Europa, su queste basi, permette l’utilizzo dell’aspartame in moltissimi cibi e alcune bevande. In particolare si trova all’interno di bibite gasate, gomme da masticarelatticini, prodotti di pasticceria, oppure alimenti dietetici e per il controllo del peso. Sull’etichetta appare con il suo nome oppure con la sigla E 951.

È poi possibile trovarlo in capsule o in bustine, pronte per utilizzarlo direttamente in tavola (il classico dispenser di pastigliette per il caffè, ad esempio).

Proprio a causa dei diversi dubbi sollevati, però, questo dolcificante si trova sempre meno all’interno delle preparazioni alimentari. Al suo posto si preferisce utilizzare altri edulcoranti artificiali, come il sucralosio o sostituti naturali come la stevia.

In ogni caso si tratta di prodotti da evitare sia per i bambini che per le donne in gravidanza senza un espresso parere medico.

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